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AI Act per doganalisti: cosa prevedono AI Act, legge 132/2025 e d.lgs. 179/2026
L'AI Act per doganalisti non è una norma a sé: è l'insieme di regole europee e italiane che valgono per il professionista che usa l'intelligenza artificiale. Il doganalista iscritto all'albo deve rispettare l'art. 13 della legge 23 settembre 2025, n. 132 e, dal 23 ottobre 2026, gli obblighi formativi che il d.lgs. 7 ottobre 2026, n. 179 affida agli ordini.
Legge 132/2025 e professioni intellettuali: il doganalista è incluso
La professione di spedizioniere doganale si esercita con l'iscrizione all'albo tenuto dal sistema dei consigli degli spedizionieri doganali. È una professione intellettuale regolamentata, e per questo rientra nell'art. 13 della legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025. Sull'intelligenza artificiale gli spedizionieri doganali seguono quindi le regole degli altri professionisti intellettuali.
L'art. 13 fissa due regole:
- comma 1: l'uso di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all'attività professionale, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione;
- comma 2: per assicurare il rapporto fiduciario, le informazioni sui sistemi di AI utilizzati dal professionista sono comunicate al cliente con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
In agenzia questo significa che l'AI può cercare norme, analizzare fatture e schede tecniche, proporre il ragionamento su una voce o una regola di origine e scrivere bozze. La scelta del codice, della preferenza, del regime e la firma della dichiarazione restano tue.
Come scrivere l'informativa AI al cliente
Una soluzione ordinata è una clausola nel mandato di rappresentanza o nelle condizioni generali che indichi:
- quali strumenti di AI usi e per quali attività (ricerca, analisi documentale, bozze);
- che l'output è sempre verificato da te prima di essere usato;
- come vengono trattati i documenti del cliente (dove, con quali garanzie, senza addestramento dei modelli se è così);
- a chi rivolgersi per chiarimenti.
Formazione sull'AI per i doganalisti: cosa chiede il d.lgs. 179/2026 agli ordini
Il d.lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026 e in vigore dal 23 ottobre 2026, è il decreto di adeguamento dell'ordinamento italiano all'AI Act adottato sulla base della delega dell'art. 24 della legge 132/2025. Il Capo III riguarda l'uso dell'AI nella formazione, nelle professioni e nel lavoro.
Per le professioni ordinistiche l'art. 47 prevede che:
- gli ordini includano nei percorsi di formazione iniziale e continua moduli di alfabetizzazione sull'AI, con profili tecnici, giuridici e deontologici (responsabilità del professionista, obblighi informativi verso il cliente, principio antropocentrico);
- i percorsi abbiano un monte ore minimo per ciascun periodo di formazione continua;
- i consigli nazionali adeguino regolamenti e atti organizzativi entro sei mesi dall'entrata in vigore, cioè entro il 23 aprile 2027.
Il Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali eroga già formazione continua a distanza, con crediti per gli iscritti all'albo, su temi come CBAM e trade compliance: è il canale naturale per i moduli sull'AI, ma le modalità andranno verificate quando il consiglio nazionale adeguerà i propri regolamenti. L'art. 49 del decreto prevede inoltre che l'uso dell'AI possa incidere sulla modulazione dell'equo compenso, con integrazione dei decreti sui parametri entro dodici mesi.
AI Act per doganalisti: cosa interessa a un'agenzia doganale
Il Regolamento (UE) 2024/1689 distingue gli obblighi in base al rischio. Per un'agenzia doganale che usa strumenti di AI per ricerca e redazione i punti rilevanti sono:
- pratiche vietate (art. 5), applicabili dal 2 febbraio 2025: non riguardano gli usi tipici di un'agenzia, ma vanno conosciute;
- alfabetizzazione (art. 4): dopo il Reg. (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, fornitori e deployer devono adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione in materia di AI del personale;
- sistemi ad alto rischio: gli strumenti di ricerca e redazione per un professionista di norma non rientrano negli elenchi dell'Allegato III; dopo il Digital Omnibus gli obblighi per quei sistemi si applicano dal 2 dicembre 2027;
- trasparenza (art. 50): obblighi specifici per alcuni sistemi che interagiscono con persone o generano contenuti.
Anche le dogane useranno di più l'AI: il nuovo codice doganale dell'Unione prevede che l'EU Customs Data Hub offra analisi avanzate dei dati, anche tramite intelligenza artificiale, a supporto dell'analisi del rischio. Ne parliamo nella guida sul nuovo codice doganale dell'Unione.
Riservatezza, segreti commerciali e dati del cliente
Fatture, listini, distinte base e nomi dei fornitori sono dati che il cliente protegge con cura. Quando scegli uno strumento di AI, verifica:
- dove sono trattati i dati e con quale infrastruttura;
- se i dati vengono usati per addestrare i modelli;
- chi può accedere ai contenuti nello studio e fuori;
- le certificazioni di sicurezza del fornitore;
- la base giuridica e le informative privacy per i dati personali contenuti nei documenti.
Il d.lgs. 179/2026 ha anche modificato il codice della proprietà industriale (art. 52), prevedendo che dati, algoritmi e metodi usati per addestrare sistemi di AI possano essere tutelati come segreti commerciali, se ne ricorrono le condizioni.
Checklist sull'AI Act per doganalisti e agenzie
- Fai l'inventario degli strumenti di AI usati in agenzia e per quali attività.
- Aggiorna mandato o condizioni generali con l'informativa dell'art. 13 della legge 132/2025.
- Stabilisci una regola interna: nessun output di AI entra in una dichiarazione senza verifica sulle fonti.
- Organizza formazione per il personale, anche in vista dei moduli che il CNSD dovrà prevedere.
- Verifica le garanzie del fornitore su dati, sicurezza e addestramento dei modelli.
Come può aiutarti Next-OS
Next-OS è progettato per l'uso professionale che la legge 132/2025 ammette: ricerca, analisi e bozze con fonti citate, da verificare prima di ogni decisione. Secondo Aptus.AI, Next-OS non si qualifica né come AI per finalità generali né come sistema ad alto rischio ai sensi dell'AI Act; i documenti dei clienti non sono usati per l'addestramento e l'azienda ha la certificazione ISO/IEC 27001:2022. Il modo in cui lo usi nelle pratiche è descritto nella pagina sull'AI per doganalisti; per un esempio di ragionamento documentato vedi la pagina sul codice TARIC.
Domande frequenti
AI Act per doganalisti e legge 132/2025: bisogna informare il cliente?
Sì, ma l'obbligo viene dalla legge italiana: l'art. 13, comma 2, della legge 23 settembre 2025, n. 132 prevede che il professionista comunichi al cliente le informazioni sui sistemi di intelligenza artificiale che utilizza, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. La forma non è prescritta: una clausola nel mandato di rappresentanza o nelle condizioni generali, con strumenti, attività e modalità di verifica, è la soluzione più ordinata.
Un'agenzia doganale può far scegliere il codice TARIC all'AI?
Può usarla per preparare il ragionamento, non per decidere. L'art. 13, comma 1, della legge 132/2025 limita l'AI alle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista. Inoltre la dichiarazione impegna il dichiarante e, in rappresentanza indiretta, il rappresentante: il codice va sempre verificato su TARIC, note e ITV prima di dichiararlo.
Ci saranno corsi obbligatori sull'AI per i doganalisti?
L'art. 47 del d.lgs. 7 ottobre 2026, n. 179 chiede agli ordini professionali di inserire nella formazione iniziale e continua percorsi di alfabetizzazione sull'AI, con un monte ore minimo per ogni periodo formativo, e ai consigli nazionali di adeguare i regolamenti entro sei mesi dall'entrata in vigore, cioè entro il 23 aprile 2027. Le modalità concrete dipenderanno dalle scelte del consiglio nazionale.
Cosa cambia con l'AI Act per doganalisti che usano strumenti di ricerca e redazione?
Di norma poco: gli strumenti di ricerca e redazione usati da un professionista non rientrano tra i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III. Restano i divieti dell'art. 5, applicabili dal 2 febbraio 2025, e l'obbligo di adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione sull'AI del personale, nella versione rivista dal Reg. (UE) 2026/1744.
Fonti
L'AI in agenzia, dentro le regole e con le fonti in vista
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